Rifugio. I ragazzi di oggi fanno fatica a trovare luoghi di aggregazione fisica, come i circoli o i bar di un tempo che ormai non esistono quasi più. La tecnologia ci invade fin da piccoli, arrivando a cambiare completamente le nostre abitudini e i nostri comportamenti, ma soprattutto plasmando completamente le nuove generazioni, o i così detti “nativi digitali”. Diventa di conseguenza sempre più raro vedere dei bambini “che fanno i bambini” ai giardinetti pubblici, e sembrano quasi estinti i ragazzi che giocano a pallone per le strade. Quando io ero piccolo i cellulari c’erano, ma non avevamo app o altre cose simili, e spesso andavo fuori a giocare con i miei amici. Spesso esco di casa, perché amo la fotografia di strada, e vi posso giurare che trovare dei ragazzi che giocano fra di loro e non stanno al cellulare, è veramente difficile. In questo triste scenario, esiste una piccola oasi felice, che è la Parrocchia della Visitazione Beata Vergine Maria. Don Luca, il parroco, grazie anche ai fondi dell’8xmille, ha potuto acquistare un edificio e trasformarlo in oratorio per ragazzi. Qui i bambini possono ritrovarsi non solo per le attività di catechesi, ma anche per momenti di condivisione e di gioco. L’oratorio è organizzato in modo tale che in esso vengono svolte sia le attività del catechesi, sia quelle ludiche, come il ping-pong e il biliardino, che è uno dei giochi più amati dai ragazzi. Uno degli aspetti più belli che mi è stato mostrato da tutti è l’apertura verso le persone, a prescindere dalla provenienza e dal credo religioso: visione molto rara, soprattutto fra ragazzi così giovani. L’oratorio di trova in prossimità della Chiesa. Si crea così un filo conduttore con tutte le altre attività della parrocchia, come le prove del coro, il consiglio pastorale, e la fondamentale attività di donazione che svolge il gruppo Caritas. I giovani fanno esperienza non solo di attività divertenti, ma anche educative, comprendendo di quante cose si debba tenere conto, quando si è una grande famiglia.

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Francesco Nigi

Francesco, con il suo fotoreportage, racconta le storie dei ragazzi dell'oratorio.

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Sono nato a Firenze e vivo in un piccolo paese chiamato Castelfiorentino. Studio comunicazione all’università degli studi di Firenze. Dal 2012 mi sono fortemente appassionato alla fotografia, specialmente quella di strada e sociale, e da lì ho deciso di voler provare a diventare un inviato in zone calde di guerra o in zone dove c’è bisogno di aiuti umanitari.