Seconda stella a destra. Il Centro Diurno Socio-Educativo per Minori a Rischio “La casa di Santa Luisa” è situato nel centro storico di Terlizzi. Un edificio caldo, colorato, piccolo, che accoglie i bambini dopo l’orario scolastico e li assiste in tutte le attività che sottendono lo studio e il gioco. È impossibile stare tra loro senza immaginare di percorrere i luoghi più belli e remoti dell’Isola che non c’è. Come i Bimbi Sperduti del noto racconto, i bambini accolti dalla Caritas, provengono da situazioni sociali e familiari spesso molto drammatiche. I giovani volontari del centro si dedicano con profonda dedizione alla loro missione: garantire loro l’istruzione e la spensieratezza che in questa fase della vita non dovrebbero mai mancare. Questo reportage non racconta una storia, né un luogo. È la semplice cronaca di un momento di rara bellezza: quando un bambino, nonostante tutto, ti lascia entrare nel suo mondo a giocare.

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Vicenzo Metodo

Vicenzo ha realizzato il fotoreportage presso “Casa S. Luisa” di Terlizzi.

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Fotografo e film-maker freelance nato a Napoli nel 1989, attualmente vive e lavora a Roma. Approfondisce la sua formazione nel dipartimento cinematografico di Vincennes- Saint Denis a Parigi. Dopo la laurea con lode in Arti Visive presso l’Università degli Studi RomaTre, conclude gli studi con un master presso l’ISFCI di Roma. Parallelamente alla sua formazione, realizza reportage e documentari in Italia e in varie parti del mondo: Cuba, Tunisia, Australia, Stati Uniti. Dal 2016 si è impegnato in Medio Oriente, dove ha documentato lo stallo dei rifugiati siriani e palestinesi nei campi profughi libanesi, e in Africa occidentale, dove inizia un progetto a lungo termine sulla piaga sociale del Vidomegon. Nel suo territorio d’origine realizza inchieste fotografiche a Scampia e nel carcere di massima sicurezza di Secondigliano. Il suo lavoro spazia dalla street-photography al documentario, affrontando sia tematiche sociali, sia il racconto della sfera più intima della sua vita personale. L’elemento umano e la fusione di linguaggi e stili diversi, costituiscono i denominatori comuni di ogni suo progetto.