Transitorium. Siracusa è stato uno spunto, una lente d’ingrandimento dinanzi ad accadimenti - o più precisamente storie di persone - che possono, oggi, ricollegarsi a quelli di chiunque. Misurarsi con le difficoltà oggi è diverso rispetto ad appena pochi anni fa: a differenza di prima, la mobilità nello spazio e l’instabilità delle proprie condizioni sono fattori che fanno da padrone per il presente, e anche per il futuro, nel caso delle nuove generazioni. È come un corridoio, nel quale tutti ci possiamo passare, incrociandoci, ed i bisognosi di oggi fanno ora capolino nel corso del passaggio. Adesso non provengono più con sistematicità da situazioni di bisogno, di povertà pregresse, ma tutt’al più sono i nostri cugini che incappano in speranze professionali disattese. Sono i nostri nonni che vedono il tracollo improvviso delle loro condizioni. Sono i nostri zii che non occupano un posto in società che noi potremmo definire con qualche nome, perché a quel vuoto non è stato dato un nome, non gli è stata data mai voce. Sono i nostri coetanei che non trovano più la loro classe o il loro ufficio. I bisognosi siamo stati e sempre saremo noi stessi, oggi più che mai: riconoscerlo, riconoscerci, in questo corridoio di transito e transitorietà, permette di renderci conto sia di che cosa, sia del come possiamo pur sempre riuscire a realizzare per noi stessi e per gli altri. A partire dalla crisi economica che dal 2008 ha colpito più paesi, la Caritas di Siracusa ha visto le proprie richieste di assistenza quintuplicate. In particolare, i nuovi richiedenti erano persone che avevano perso il posto di lavoro occupato da anni; anziani che risentivano, più di prima, il contraccolpo della perdita di sicurezze familiari; utenti che per età o precedenti reati minori subivano maggiormente l’emarginazione sociale anche a causa dell’obsolescenza delle proprie competenze acquisite. Questo insieme di persone è stata inserita nella categoria dei nuovi poveri. La Caritas di Siracusa si muove in direzione di uno stanziamento dei fondi dell’8xmille in vista di una partecipazione attiva degli assistiti e di un loro reinserimento nel tessuto sociale o professionale.

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Alfonso La Monica

Alfonso documenta con le sue foto il “Centro Caritas diocesana” di Siracusa.

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Nato a Siracusa nel 1985. Durante gli studi in ambito filologico ed archeologico scopre il linguaggio fotografico. Appassionandosi alla sua universalità, si stabilisce a Roma studiando presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI). Si interessa in particolare agli spazi dedicati alle relazioni umane, ai temi antropologici ed ecologici.